ANCHE NOI ABBIAMO UN BLOG!

DI SEGUITO LE NEWS PIU' RILEVANTI SUL SETTORE IMMOBLIARE

07.02.2014
Andrea Tranchellini
3 Commenti
AGENZIA DELLE ENTRATE GUIDE FISCALI - Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali (aggiornamento Gennaio 2014) L'Agenzia informa data di pubblicazione: 07 febbraio 2014
http://shar.es/OJKDZ Comunicati stampa Legge di Stabilita', Fiaip: ridurre la tassazione per far ripartire il mercato immobiliare Righi (Fiaip): "Servono detrazioni dei canoni degli affitti e certezze per gli investitori" Un mercato immobiliare bloccato anche nel 2014, penalizzato da un peso fiscale sugli immobili che grava sui contribuenti più che in ogni altro Paese  europeo. “Se l’intenzione era quella di superare l’IMU e riordinare la tassazione immobiliare, il Governo Letta non ha scelto la strada giusta”. Lo ha affermato ieri il Presidente Nazionale della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, Paolo Righi,  aprendo il Convegno Nazionale della Fiaip  a Roma presso la Residenza di Ripetta dal titolo "2014: la nuova fiscalità immobiliare e le modalità di accesso al credito" che ha analizzato come cambieranno le tasse sulla casa nel 2014.  Al Convegno,  al quale erano presenti molti esponenti delle associazioni di categoria del comparto e componenti del Consiglio Nazionale del Notariato,  si è fatto il punto sulla fiscalità immobiliare del prossimo anno e sulle modalità di accesso al credito immobiliare. Gli agenti immobiliari bocciano la Legge di Stabilità in discussione in Parlamento: "Con la Legge di Stabilità, il Governo ha cercato di accontentare tutti ma di fatto non ha accontentato nessuno, né sul cuneo fiscale, né  sulle tasse sull'immobiliare".  Il Governo era partito bene con l'introduzione di una Service Tax di natura federalista, poi ha cambiato marcia, ed ha completamente stravolto la Service Tax nell’iter legislativo, trasformandola in una patrimoniale". "Tolta l'IMU sulla prima casa - ha spiegato Righi - sono poi aumentate le altre tasse e quindi  l’impressione che si ha è che questa sia una manovra fatta  dalla Ragioneria dello Stato che non porterà il nostro Paese  verso il rilancio dell'economia, e tantomeno potrà mettere in moto il mercato. Stando alle notizie  che si apprendono sulle modifiche della Legge di Stabilità - ha precisato  il Presidente Nazionale Fiaip - purtroppo il 2014 non vedrà uno sviluppo e una ripresa del mercato immobiliare  perché la Legge di Stabilità non abbassa la pressione fiscale sull'immobiliare e la tassazione rimane la più alta in Europa". Fiaip nel corso del Convegno ha inoltre sottolineato come il mercato immobiliare è ancora bloccato e  non si vedono segnali di ripresa: “Il numero delle compravendite  - ha dichiarato Paolo Righi - sarà lo stesso dello scorso anno e il Governo non sta aiutando, come promesso, a inizio legislatura dal premier Enrico Letta, il settore immobiliare”.  A frenare il mercato per Fiaip è l'incertezza sulla  tassazione immobiliare:  la fiscalità é ancora molto confusa e sul mercato pesa come un macigno il  fatto che si continui a parlare nuovamente di una possibile tassa patrimoniale. Unica buona notizia per il comparto immobiliare è  il nuovo plafond casa stanziato grazie all’  accordo tra CdP ed Abi. " Nel corso dei lavori si é parlato della nuova imposta unica comunale sul mattone, sui servizi e i rifiuti IUC (IMU, TASI, TARI),  delle nuove opportunità per l'accesso al credito immobiliare, delle  modifiche delle imposte sui trasferimenti immobiliari, del conguaglio IMU e Mini-IMU,  del divieto di pagare il canone di locazione in contanti, così come previsto recentemente nella Legge di Stabilità: “un obbligo assurdo  per la Fiaip - che dal 2014 potrebbe penalizzare milioni di conduttori e proprietari  immobiliari in tutta Italia, che,  in molti casi,  non hanno nemmeno un conto corrente bancario”.  La Fiaip non comprende la ratio della norma e sottolinea come “l’emendamento alla Legge di Stabilità sugli affitti che prevede il pagamento obbligatorio con assegno o bonifico bancario, non più  in contanti, per il canone di locazione produrrà un ulteriore “nero” ed aggravi per i cittadini onesti:  chi ha un contratto regolare avrà un aggravio ulteriore con i costi dei bonifici bancari e delle transazioni bancarie, chi non é in regola continuerà  a pagare con le stesse modalità in nero". Per il Presidente Nazionale  Fiaip  Paolo Righi si tratta di "un emendamento bandiera, uno spot elettorale presentato solo per andare sui giornali. Per sconfiggere il nero negli affitti l’Agenzia delle entrate può fare  controlli adeguati sulle unità immobiliari incrociandoli con i dati delle utenze attive di acqua, luce e gas".  Dello stesso parere si è detto  Giorgio Spaziani Testa, Segretario Generale di Confedilizia che ha definito nel suo intervento “l’ emendamento palesemente poco razionale, in quanto non raggiunge gli obiettivi prefissati”. Roma, 17 dicembre 2013 Fonte: Ufficio Stampa - See more at: http://www.fiaip.it/sala-stampa/comunicati-stampa/legge-di-stabilita-fiaip-ridurre-la-tassazione-per-far-ripartire-il-mercato-immobiliare_8353.html#sthash.nFKt2smC.dpuf
18.12.2013
Andrea Tranchellini
1 Commenti
Previsioni 2014: cosa accadrà al mattone? http://feedly.com/e/OPOB3B8Y via my feedly.com reader Previsioni 2014: cosa accadrà al mattone? Vendere? Acquistare? Investire? Il mercato dell’immobiliare, fermo o quasi da alcuni anni, nel 2014 potrebbe rialzare la testa. Almeno così dicono gli esperti del settore. Che per l’anno a venire prevedono tutti la stessa cosa: prezzi più bassi, per un numero di compravendite più elevato. Ecco dove si trovano le occasioni migliori. Ma, ancora una volta, tutto dipenderà dalle banche di: Elisa Vannetti18 Dicembre 2013 Il 2013, un ennesimo anno di crisi economica, volge al termine. E la domanda, sempre la stessa, diventa dunque più pressante: cosa accadrà nel 2014? I primi bilanci tracciano un quadro complessivo delle tendenze che hanno segnato il mercato immobiliare nel corso dei mesi passati. E le notizie, ancora non incoraggianti, sembrano comunque lasciare intravedere la luce in fondo al tunnel per i mesi a venire. Portando gli esperti del settore a delineare le prime previsioni su cosa ci si dovrà aspettare il prossimo anno. Il mercato si riprenderà? Sarà un buon momento per acquistare? E cosa succederà ai prezzi per chi, invece, aspetta l’anno nuovo per vendere? Alcuni (timidi) segnali positivi già ci sono. Emersi soprattutto a partire dalla seconda metà del 2013. “Il quarto trimestre dell’anno dovrebbe aver rappresentato un punto di svolta” rivela Luca Dondi, Direttore Generale di Nomisma, facendo crescere un po’ di speranza. Lo conferma anche l’Istat che, a fine ottobre ha rilasciato i dati relativi al primo semestre, dai quali emerge che il numero delle compravendite ha rallentato la sua corsa al ribasso rispetto all’anno precedente. Gli immobili venduti, considerando il dato aggregato che include oltre alle abitazioni ad uso residenziale, anche uffici e immobili commerciali, hanno registrato una variazione del -8,3%. Ben distante dal -20,6% rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente. Mentre Nomisma, la società indipendente di ricerca, prevede che il 2013, in totale, si chiuderà con una contrazione massima che non supererà l’8,3%. “Per un numero totale di transazioni che sarà prossimo alle 400.000 unità”, continua Dondi, “vale a dire su livelli più che dimezzati rispetto ai massimi dello scorso decennio. Anche se resta la prospettiva di una graduale e lenta risalita a partire dal 2014. Soprattutto per quanto riguarda il mercato degli immobili residenziali”. Non sarà però tutto rose e fiori. “In realtà, l’anno che sta per arrivare potrebbe non essere molto diverso da quello che si è appena concluso”, spiega senza mezzi termini Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, “soprattutto se non ci saranno cambiamenti sul fronte dell’erogazione del credito e sul fronte dell’occupazione, i due elementi che più di tutti hanno inciso in questi anni sull’andamento del mercato immobiliare”. “È vero”, conferma Dondi, “L'assorbimento degli immobili sul mercato continuerà a risultare piuttosto problematico, in ragione della relativa esiguità della domanda in rapporto all'entità dell'offerta. I processi di disinvestimento si confermeranno quindi tutt'altro che rapidi e dovranno necessariamente prevedere un posizionamento in termini di prezzo coerenti con le condizioni generali di mercato che, seppure in timido miglioramento, appaiono ancora oggi piuttosto precarie. Però”, smorza il Direttore Generale di Nomisma, “il punto di svolta ciclico sembra non essere distante. E il rischio di minusvalenze di breve periodo appare, pertanto, più attenuato (ancorché non ancora annullato) rispetto al recente passato”. Il ritorno al creditoMa una condizione è imprescindibile perché la tanto auspicata (anche se lenta) ripresa abbia luogo. “L’atteggiamento delle banche deve essere meno rigido e indiscriminato”, continua Dondi, “solo così si potrà avere un effettivo rilancio del settore”. In altre parole: gli istituti devono tornare a concedere credito. In effetti, anche su questo versante, qualcosa ha iniziato a muoversi a partire dall’estate. Le banche, almeno alcune, hanno iniziato a fare un po’ di promozione a riguardo (leggi qui), lanciando offerte, tutte a scadenza, con spread ridotti e tan scontati, soprattutto per determinate categorie di clienti, tipo giovani coppie e famiglie numerose. Anche la domanda da parte delle famiglie, per la prima volta da mesi, ha iniziato a risollevarsi. Almeno stando alle rilevazioni periodiche dell’Osservatorio di Crif, la società specializzata in sistemi di informazioni creditizie, di business information e di supporto decisionale. Passando dal -4,3% di gennaio su base annua, cioè rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ad un +7,6% di novembre. “A sospingere il mercato, per ora, è una parziale revisione della strategia selettiva adottata dal settore bancario”, conferma Dondi. Anche se resta da dimostrare che le promozioni avviate si traducano poi in effettive concessioni di credito. I prezziLe notizie migliori, però, arrivano soprattutto sul versante dei costi. “Nel 2013 il mercato immobiliare ha dato ancora segnali di contrazione sia a livello di prezzi sia a livello di compravendite, anche se, a partire dal secondo trimestre gli operatori hanno iniziato a riscontrare i primi segnali di ripresa della volontà di acquisto”, anticipa Megliola, “la previsione è che i prezzi per l’anno in corso possano diminuire tra -8% e -6% nelle grandi città”. E sarà una tendenza destinata a durare anche per i prossimi mesi, forse, dicono alcuni, addirittura fino al 2015. Anche se, probabilmente, non si raggiungeranno gli stessi livelli di sconto raggiunti nel 2013. “La flessione dei prezzi è necessaria a garantire un ulteriore avvicinamento di disponibilità della domanda e quotazioni di mercato”, precisa Dondi, “ ma credo che il punto più basso della curva sia probabilmente alle spalle. Significa che si profila una timida ripresa dell'attività transattiva, a cui nel breve periodo continuerà a fare riscontro una tendenza recessiva dei prezzi, seppure con intensità progressivamente decrescente”. Anche Bankitalia concorda. Le stesse previsioni, infatti, si leggono anche nel sesto rapporto sulla stabilità finanziariapubblicato a novembre 2013: la discesa dei prezzi delle abitazioni proseguirà anche nel 2014. Ma, fanno sapere da Via Nazionale, smorzando un po’ l’entusiasmo, la contrazione dovrebbe attenuarsi un po’. Dove acquistare, vendere, investireChi deve acquistare casa, dunque, per il 2014 avrà qualche chance in più, pare. “Il ribasso dei prezzi degli ultimi anni potrà consentire a coloro che hanno il capitale o che potranno ottenere un mutuo la possibilità di acquistare a prezzi difficilmente immaginabili alcuni anni fa”, ammette Megliola. Ma dove spuntare le condizioni di prezzo migliori? “Nelle grandi città per il 2014 prevediamo una contrazione dei valori compresa tra -4% e -2%”, svela ancora Megliola, “in queste realtà, infatti, gli operatori notano un maggior dinamismo che si è tradotto in un ritorno di interesse all’acquisto sia da parte delle famiglie sia da parte degli investitori. Questo in particolare in città come Milano e Roma”. Diversa, invece, la situazione nell’hinterland, o nei capoluoghi di provincia. “In questi contesti la difficoltà di accesso al credito si sente maggiormente, e ci sono molte nuove costruzioni invendute per le quali la riduzione dei prezzi sembra essere necessaria”, continua Megliola, “la conseguenza è che anche le tipologie usate vedranno contrarsi ulteriormente il loro valore, soprattutto se necessitano di importanti lavori di ristrutturazione. Per queste realtà territoriali prevediamo rispettivamente una diminuzione dei prezzi compresa tra -5% e -3% e tra -4% e -2%, con diversi capoluoghi di provincia dove il ribasso potrebbe essere più accentuato”. A Bari e Bologna, per esempio, l'Ufficio Studi Tecnocasa prevede una contrazione dei prezzi compresa tra il -5% e il -3%. A Genova, Roma e Verona, la riduzione dovrebbe essere compresa tra il -4% e il -2%. Mentre per Firenze, Milano, Napoli e Torino, i valori dovrebbe assestarsi intorno al -3%, arrivando, nel peggiore dei casi, al -1%. Chi, poi, non riuscirà a ottenere soldi a prestito, e non disporrà dei capitali necessari a fronteggiare l’acquisto di una abitazione, si orienterà sull’affitto. “Il mercato delle locazioni continuerà ad assorbire la domanda di coloro che non riescono ad acquistare e le richieste saranno in aumento. Ma i canoni di affitto non dovrebbero registrare incrementi”, annuncia Megliola. Diversa, invece, la situazione per chi ha una casa da vendere. In questo caso, infatti, i prezzi in diminuzione non rendono favorevole il mercato. Anche se, a fronte di un incremento della domanda, si possono riuscire a spuntare alcuni buoni affari. In particolare, sono gli immobili nuovi o in buono stato a registrare le performance di prezzo migliori. Mentre le abitazioni datate, che magari necessitano di ingenti interventi di ristrutturazione potrebbero, nel corso dei prossimi mesi, essere interessati da riduzioni di valore molto più consistenti. Più rosea la situazione, infine, per chi cerca un immobile a scopo investimento. “Queste tipologie di clienti, che non devono far ricorso al credito, potranno avere ottime opportunità di investimento dal momento che il ribasso dei prezzi dal 2007 ad oggi ha determinato la presenza sul mercato di immobili a prezzi che fino a qualche anno fa erano difficilmente immaginabili”, suggerisce Megliola. © Of-Osservatorio finanziario
Bologna, 21 novembre 2013 Abstract Il dato aggregato relativo ai primi 10 mesi dell’anno risulta però negativo per entrambe le forme tecniche.Le evidenze dell’analisi del patrimonio informativo di EURISC – Il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF.     Nel mese di ottobre appena concluso la domanda di credito da parte delle famiglie italiane presenta un quadro contrastato. Se da un lato il comparto dei mutui conferma per il quarto mese consecutivo un segno positivo, facendo segnare un +1,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il trend della domanda di prestiti (nel loro aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) si caratterizza per una flessione del -9,4% rispetto a ottobre 2012.Prendendo in considerazione i primi 10 mesi del 2013, però, il dato aggregato risulta in contrazione per entrambe le forme tecniche, con il numero delle richieste di mutuo che fa segnare complessivamente un -5,5% mentre il decremento per i prestiti si attesta ad un -4% rispetto al pari periodo 2012.Queste evidenze emergono dall’analisi delle domande di prestiti contribuite dalle aziende di credito in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 77 milioni di posizioni creditizie. L’andamento della domanda di mutuiNel grafico seguente sono riportate le variazioni dei valori ponderati, cioè a parità di giorni lavorativi, per la domanda di mutui.Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni CreditizieIl confronto dell’andamento aggregato nei primi 10 mesi dell’anno in corso con le rilevazioni degli anni precedenti, riportato nella tabella seguente, evidenzia un ritardo estremamente pesante, determinato dal crollo verticale registrato nel 2011 e 2012.DOMANDA DI MUTUI (numero di richieste) gennaio-ottobre 2013 - a parità di giorni lavorativiFonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni CreditizieRelativamente all’importo medio dei mutui richiesti nei primi 10 mesi dell’anno, l’analisi presentata nel Barometro CRIF evidenzia come sia stato pari a 127.524 Euro contro i 131.616 Euro del pari periodo 2012.Analizzando invece la distribuzione per fasce di importo, il Barometro CRIF evidenzia come solamente la classe inferiore ai 75.000 Euro faccia registrare un incremento della propria quota, +2,1% punti percentuali. È però la classe compresa tra i 100 e i 150.000 Euro a confermarsi la preferita dagli italiani, con una quota pari al 28,9% del totale.Dal punto di vista della durata dei mutui richiesti, infine, la classe tra i 25 e 30 anni rimane la prevalente (con una quota del 28,3%) anche se perde 1,8 punti percentuali rispetto al pari periodo dello scorso anno. L’incremento maggiore è invece quello fatto registrare dalla fascia compresa tra i 10 e 15 anni, con +1,1 punti percentuali rispetto al periodo gennaio-ottobre 2012.La domanda di prestitiNel grafico seguente sono riportate le variazioni dei valori ponderati, cioè a parità di giorni lavorativi, per l’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati.Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni CreditiziePer trovare un segno positivo nelle rilevazioni mensili del Barometro CRIF bisogna ritornare ai primi due mesi del 2013, quando però il confronto era sul primo bimestre 2012 che aveva fatto registrare un vero e proprio crollo (rispettivamente con un –15% e un -17% rispetto all’anno precedente). La dinamica in atto trova evidenza anche nella progressione negativa presentata nella tabella seguente, che evidenzia l’andamento della domanda aggregata da gennaio a ottobre a confronto con le rilevazioni degli anni precedenti. DOMANDA DI PRESTITI (numero di richieste) gennaio-ottobre 2013 - a parità di giorni lavorativiFonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni CreditizieEntrando maggiormente nel dettaglio, il Barometro CRIF approfondisce l’analisi disaggregando l’andamento della domanda di prestiti tra la componente dei prestiti finalizzati e quella dei prestiti personali (sempre considerando i dati ponderati sui giorni lavorativi): a ottobre i prestiti finalizzati hanno registrato un calo del -11,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012 mentre per quanto riguarda i prestiti personali la flessione è stata pari a -6,9%. Nei primi 10 mesi del 2013 le due tipologie di finanziamento, pur mostrando differenze nell’andamento della domanda nel corso dei singoli mesi come emerge dal grafico seguente, registrano una variazione complessiva sostanzialmente in linea, con le richieste di prestiti finalizzati scese del -3,9% e quelle di prestiti personali in calo del -4,0% rispetto al corrispondente periodo 2012.Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni CreditizieRelativamente all’importo medio dei prestiti richiesti, nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati si è assestato nei primi 10 mesi del 2013 a 7.509 Euro contro i 7.981 Euro del pari periodo 2012, valore ben distante dai 9.550 Euro del periodo gennaio-ottobre 2007.Per la componente dei prestiti finalizzati, nei primi 10 mesi dell’anno in corso l’importo medio è stato pari a 4.389 Euro contro i 4.768 Euro del corrispondente periodo 2012 (era addirittura pari a 7.275 Euro nel 2007). Questo fa sì che la fascia di richieste di prestiti finalizzati inferiore ai 5.000 Euro consolidi ulteriormente la propria prevalenza, con una quota superiore al 73% del totale.Relativamente ai prestiti personali, invece, l’importo medio richiesto nei primi 10 mesi dell’anno in corso è stato di 11.224 Euro contro gli 11.801 Euro del pari periodo 2012. Analizzando la distribuzione per fasce di importo, quella inferiore ai 5.000 euro diventa anche per questa tipologia di finanziamenti la prevalente, con una quota del 28,7%, in crescita di 3,4 punti percentuali rispetto ai primi 10 mesi dello scorso anno.“La dinamica registrata nei primi 10 mesi dell’anno relativamente alla domanda di mutui e prestiti (quindi non i finanziamenti effettivamente concessi, che potrebbero dipendere anche da politiche di erogazione più selettive adottate dagli istituti di credito) è indubbiamente condizionata da un quadro congiunturale ancora fragile, che induce le famiglie ad adottare comportamenti prudenti, confermati anche dalla contrazione degli importi medi richiesti e dall’allungamento dei piani di rimborso – commenta Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF -. Se per i mutui sembrano però consolidarsi i primi concreti segnali di inversione del trend negativo che aveva caratterizzato i 2 anni e mezzo precedenti, per i prestiti, invece, assistiamo ad un progressivo ripiegamento della domanda che attesta la perdurante tendenza a rinviare gli acquisti di servizi e beni, specie di quelli durevoli, di quelli più costosi e di quelli non considerati strettamente indispensabili”.
09.12.2013
Andrea Tranchellini
Nessun commento
Bologna, 09/12/2013 Abstract ​Continua il trend di miglioramento nella seconda parte dell’anno. Il calo complessivo della domanda si riduce: -4,3% nei primi 11 mesi del 2013.   Continua anche nel mese di novembre appena concluso la ripresa della domanda di mutui, che dallo scorso mese di luglio fa registrare il quinto incremento consecutivo. Questo quanto emerge dall’ultima analisi del Barometro CRIF, che evidenzia anche come il dato complessivo dall’inizio dell’anno in corso si attesti a -4,3% rispetto al pari periodo 2012. Nella tabella seguente sono riportate nel dettaglio le variazioni percentuali mensili della domanda di mutui rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente, ponderate e quindi al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi. Le analisi del Barometro si fondano sulle richieste di mutui contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, che raccoglie i dati relativi a oltre 77 milioni di posizioni creditizie. Si tratta di vere e proprie istruttorie formalmente presentate alle aziende di credito e non di semplici richieste di informazioni o preventivi online. Il trend mensile della domanda di mutui in valori ponderati emerge anche dal grafico che segue. Il confronto dell’andamento aggregato nei primi 11 mesi dell’anno con le rilevazioni degli anni precedenti mostra un gap ancora significativo, dal -45,1% del 2011 a quasi il -55% del 2010 e 2009. DOMANDA DI MUTUI (numero di richieste) gennaio-novembre 2013 - a parità di giorni lavorativiRelativamente all’importo medio dei mutui richiesti nei primi 11 mesi dell’anno, si attesta a 127.289 euro rispetto agli 131.435 euro del pari periodo 2012. L’andamento mensile, visualizzato in forma grafica a seguire, evidenzia il trend in calo dell’importo medio. Analizzando invece le classi di importo, la cui distribuzione è riportata nella tabella seguente, l’unica fascia che risulta in crescita rispetto ai primi 11 mesi del 2012 è quella di importo inferiore (fino a 75.000 euro), che sale di oltre 2 punti percentuali (2,2). Classi di importi domande di mutui - primi 11 mesi 2013 Dal punto di vista della durata, nei primi 11 mesi del 2013 le domande di mutui vedono ancora una forte concentrazione nelle classi superiori ai 15 anni, che complessivamente superano il 70% del totale. In questo caso, le variazioni maggiori rispetto al pari periodo dello scorso anno sono quelle registrate nella fascia tra i 25 e 30 anni (con il decremento maggiore, -1,9 punti percentuali) e in quella tra 10 e 15 anni (in crescita di 1,1 punti percentuali). Classi di importi domande di mutui - primi 11 mesi 2013
Bologna, 09/12/2013 Abstract Nei primi 11 mesi del 2013 l’aggregato delle richieste di prestiti fa segnare un -4,0%   Le richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane - nel loro aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati - fanno registrare a novembre un calo più contenuto rispetto alle due rilevazioni precedenti, con un -4,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Prendendo in considerazione l’aggregato dei primi 11 mesi del 2013, la flessione risulta pari a -4,0%.Queste evidenze emergono dal Barometro CRIF che analizza mensilmente le domande di prestiti contribuite dalle aziende di credito in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie che raccoglie i dati relativi ad oltre 77 milioni di posizioni creditizie. Le variazioni di dettaglio, a valori ponderati cioè a parità di giorni lavorativi, sono riepilogati nella tabella e nel grafico che seguono. Nella tabella seguente è riportato l’andamento della domanda di prestiti dei primi 11 mesi dell’anno a confronto con il pari periodo degli anni precedenti, che mostra una contrazione progressivamente più consistente.L’analisi del Barometro CRIF evidenzia graficamente anche l’andamento della domanda di prestiti distinguendo le due componenti, quella dei prestiti finalizzati e quella dei prestiti personali (sempre con i valori ponderati sui giorni lavorativi). Dopo tre mesi di andamento divergente, nel mese appena concluso i due comparti mostrano una dinamica maggiormente allineata, con il numero delle richieste di prestiti personali che scende del -3,6% mentre quello dei finalizzati cala del -5,1%. Relativamente all’importo medio delle domande di prestiti richiesti, l’andamento mensile è visualizzato nel grafico seguente. Nei primi 11 mesi del 2013 si è attestato a 7.473 euro, rispetto ai 7.913 euro del pari periodo del 2012 (-5,6%) e ai 9.550 euro dei primi 11 mesi del 2007 (-21,7%).  Disaggregando l’analisi per tipologia di prestito, relativamente ai prestiti personali nei primi 11 mesi dell’anno in corso l’importo medio richiesto è stato di 11.240 euro, in calo del -4,6% rispetto agli 11.787 euro del pari periodo del 2012.Per quanto riguarda i prestiti finalizzati, invece, l’importo medio richiesto nei primi 11 mesi dell’anno in corso è calato del -7,5% rispetto al pari periodo 2012, attestandosi a 4.358 euro rispetto ai 4.712 euro della rilevazione precedente. La flessione però è addirittura del -40,1% rispetto ai primi 11 mesi del 2007, quando era di 7.275 euro. Prendendo in considerazione la distribuzione per fasce di importo, tra le richieste di prestiti finalizzati la classe prevalente è quella inferiore ai 5.000 euro, con una quota del 73,5%, oltre ad essere l’unica fascia a segnare una crescita rispetto alla rilevazione del corrispondente periodo 2012 (di oltre 2 punti percentuali). Anche sul fronte dei prestiti personali la fascia inferiore ai 5.000 euro rappresenta la quota predominante (28,7% del totale ), e anche in questo caso risulta l’unica in crescita, addirittura di oltre 3 punti percentuali rispetto al pari periodo 2012.
05.12.2013
Andrea Tranchellini
Nessun commento
4 dicembre 2013 Di FunnyKing           Allegria la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’attuale legge elettorale in alcune sue parti. “La Corte costituzionale  ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza (sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica) alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte ha altresì dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali ‘bloccate’, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza”. Quindi: Illegittimo il premio di maggioranza a Camera e Senato Illegittime le liste bloccate Conseguenze: Residua una legge elettorale proporzionale, con una serie di sbarramenti Oppure (si scatenino i costituzionalisti) Si torna al Mattarellum. Altre conseguenze probabili: Quasi l’intero Parlamento e l’intero Senato è composto da Deputati e Senatori eletti senza legittimità costituzionale e dunque a rischio decadenza. Residuano i Senatori a vita.  Se fossimo in un paese normale entro un mese, che si faccia o no una nuova legge elettorale le Camere dovrebbero essere sciolte per andare a nuove elezioni, magari in occasione delle elezioni Europee per risparmiare sui costi. Finalmente un raggio di sole in questo mare di merda.
3 dicembre 2013 Di FunnyKing    Il Bubbone Genovese continua a spurgare, oggi comunicato sibillino (Reuters) MILANO, 2 dicembre (Reuters) – Banca Carige informa i possessori delle obbligazioni del prestito 1,50% 2003-2013 subordinato ibrido con premio al rimborso convertibile in azioni ordinarie che non è pervenuto dalla Banca d’Italia il nulla osta necessario per procedere al rimborso – alla data di scadenza del 5 dicembre – dei 3,95 milioni di titoli residui. Pertanto, si legge in un avviso, le obbligazioni continueranno a maturare interessi al tasso annuo lordo dell’1,50% con pagamento annuale posticipato al primo gennaio di ogni anno successivo alla data di scadenza (gli interessi relativi al 2013 saranno quindi pagati l’1 gennaio 2014) e la banca provvederà a richiedere nuovamente a Bankitalia il nulla osta al rimborso in coincidenza con la scadenza di ciascuna singola data di pagamento degli interessi. Francamente dal comunicato non si capisce dove stia il problema ovvero: PERCHE’ BANCA d’ITALIA NON HA RILASCIATO LE NECESSARIE AUTORIZZAZiONI AL RIMBORSO? Siamo sicuri che presto, molto presto saremo illuminati. E mi raccomando eh. Tutto in banca, anzi tutto in Carige. p.s. qualcuno ha una spiegazione. Pleaze.
26 novembre 2013 di FunnyKing State pronti se avete liquidità o accesso al credito. Perchè si avvicina il momento del crash per i prezzi degli immobili e dunque, nonostante ICI/IMU/TASI/TARI/TUC…. e adesso LUC, si potrà finalmente comprare una casa in italia. E sia chiaro una prima casa (anche in sostituzione/ampliamento di quella attuale), non una rendita immobiliare. Data la struttura della tassazione sulle seconde case italiane e il trend, la rendita immobiliare sarà morta fino alla bancarotta del paese (poi….. ci sarà da comprare a man bassa). I dati sui prezzi delle abitazioni, sulle compravendite e soprattutto sulle aspettative degli operatori stanno passando dal depresso al disperato, e dal lato dell’offerta si moltiplicano le casistiche di “vendita obbligata” per necessità di bilancio sia che esso sia di una famiglia, di una azienda o di una banca. E a proposito, li voglio vedere i bilanci delle banche italiane, specie quelle che negli anni belli erano specializzate in mutui, con un bel ulteriore -30% dei prezzi degli immobili. Interessanti alcuni grafici e dati presi dal sito AiutoMutuo Ma soprattutto L’investimento nel mattone comincia ad essere odiato! Letteralmente odiato e la “rendita” di famiglia un peso fiscale e in molti casi un pericolo di rivalsa da parte di equitalia. Ci sono le condizioni per un crollo delle quotazioni, e… poi non vi aspettate un recupero rapido, ci vorrà un decennio perchè gli italiani si dimentichino di questa caporetto. Ad ogni modo, per la propria abitazione principale, l’occasione sta per arrivare.  p.s. prima che me lo chiediate nei commenti: assolutamente si, se riuscite a vendere oggi ad un prezzo ancora decente, fatelo (anche ad un prezzo moderatamente indecente). Dopo il crash i prezzi non recupereranno se non dopo anni e intanto giù patrimoniali abbestia.
02.12.2013
Andrea Tranchellini
Nessun commento
Mutui, firmato accordo Abi-Assofin-Consumatori per trasparenza polizze assicurative Gli operatori bancari e finanziari si impegnano a una maggiore trasparenza e concorrenza per le polizze assicurative accessorie ai finanziamenti. E’ stato infatti firmato un protocollo d’intesa fra Associazione Bancaria Italiana (Abi), Assofin e Associazioni dei Consumatori che prevede di evidenziare, nella documentazione precontrattuale, la facoltatività delle polizze, di esporre il costo complessivo del finanziamento con e senza polizza e di estendere il diritto di recesso.  “Sempre più trasparenza, libertà di scelta e consapevolezza del consumatore sulle caratteristiche delle diverse tipologie di servizi e prodotti offerti da banche e intermediari finanziari, e su un più agevole accesso ad opportune coperture assicurative per mutui e altri finanziamenti”: questo l’obiettivo alla base del Protocollo d’intesa sulla correttezza e trasparenza nel collocamento delle polizze assicurative, firmato nei giorni scorsi fra Abi, Assofin e le Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale dei Consumatori). Per promuovere la diffusione di buone pratiche nell’offerta ai consumatori di coperture assicurative facoltative ramo vita o miste – cioè che prevedono sia il ramo vita che il ramo danni – accessorie ai finanziamenti, operatori bancari e finanziari attueranno precisi impegni che costituiscono aspetti qualificanti dei progetti “Alla Pari” e “Trasparenza Semplice”, avviati rispettivamente da Assofin e Abi con le Associazioni dei Consumatori: Evidenziazione facoltatività delle polizze: si prevede l’inserimento nella documentazione precontrattuale della frase “La/e polizza/e assicurativa/e accessoria/e al finanziamento è/sono facoltativa/e e non indispensabile/i per ottenere il finanziamento alle condizioni proposte”; Esposizione costo complessivo del finanziamento con e senza la polizza: oltre al Taeg, già obbligatoriamente riportato nella documentazione precontrattuale, è previsto anche un altro indicatore del costo totale del credito, calcolato con le stesse modalità del Taeg includendo le polizze assicurative facoltative; Definizione di accordi con le imprese assicurative per l’estensione del diritto di recesso dalle polizze assicurative facoltative e le relative comunicazioni alla clientela: tenendo sempre come riferimento le esigenze del cliente, sia per quanto riguarda i diritti e qualità del servizio sia per quel che attiene le condizioni economiche, banche e società finanziarie che aderiscono al Protocollo definiscono accordi con l’impresa (o con le imprese) di assicurazione con la quale si hanno rapporti commerciali per la promozione e il collocamento di polizze assicurative facoltative accessorie ai finanziamenti. Questi accordi servono a riconoscere per il consumatore un periodo di 60 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto assicurativo – ovvero, se successiva, dalla data di efficacia – per recedere liberamente dal contratto. In questo senso, dopo il perfezionamento del contratto, verrà inviata a ciascun cliente una “lettera di benvenuto” con le principali informazioni sulla polizza e i diritti in essa contenuti. Sarà inoltre istituito un Osservatorio che si occuperà di analizzare la tematica delle polizze accessorie ai finanziamenti, rilevare i risultati di indagini su reclami o ricorsi, condividere e proporre eventuali iniziative per migliorare sempre più l’informazione alla clientela, e ottimizzare i livelli di efficienza e la trasparenza del mercato delle polizze assicurative.

Chiama

E-mail

Come arrivare